Interrogazione al Ministro sul carcere di Pisa, l’ha presentata Potenti

“A fine agosto ho visitato il Don Bosco raccogliendo un chiaro messaggio di preoccupazione da parte del personale di polizia penitenziaria”
“A fine agosto ho visitato il carcere Don Bosco di Pisa raccogliendo un chiaro messaggio di preoccupazione da parte del personale di polizia penitenziaria. In caso di eventi critici – questo il tenore delle lamentele – non esistono minime condizioni per agire in sicurezza e ciò a causa della ormai inadeguata architettura della struttura”. Lo racconta il senatore toscano della LegaManfredi Potenti, membro della II commissione giustizia.
Il senatore fa sapere che ha “rivolto una interrogazione al ministro della Giustizia Nordio per conoscere se e quali iniziative intenda assumere per migliorare le condizioni operative nel carcere di Pisa e se e quali iniziative il Governo vorrà adottare per modificare alcune norme sull’ordinamento penitenziario”.
Per il senatore infatti, “ciò che è accaduto il 23 dicembre con la rivolta scatenatasi dentro la casa di reclusione è il frutto di un mix di fattori tra i quali il modus della detenzione carceraria con celle aperte, le carenze di personale che vedono presenti su Pisa tre soli ispettori in luogo di venti necessari, oltre a regole assurde che prevedono ad esempio che in caso di necessità di eseguire una perquisizione straordinaria per la ricerca di droga (sostanze che, parrà assurdo, ma si trovano anche in carcere) occorra darne avviso al garante dei detenuti”.