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Cronaca
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Maxi operazione antidroga: 83 indagati

5 febbraio 2024 | 10:45
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Maxi operazione antidroga: 83 indagati

Eseguita un’ordinanza di misure cautelari personali e patrimoniali, emessa dal gip del tribunale di Firenze su richiesta della Dda

Maxi-operazione antidroga dei carabinieri di Borgo San Lorenzo, coordinati dalla Procura della Repubblica di Firenze.

Dalle prime ore della mattinata odierna i militari dell’Arma hanno dato esecuzione – sull’intero territorio nazionale e, con il supporto delle forze di polizia albanese, spagnola, olandese e tedesca, in altri Paesi dell’Unione Europea, oltre che con gli organismi di cooperazione Eurojust, Europol, Interpol e l’ausilio dello Servizio Cooperazione Internazionale di Polizia –ad un’ordinanza applicativa di misure cautelari personali coercitive e patrimoniali, emessa dal gip del tribunale di Firenze su richiesta della Direzione Distrettuale Antimafia di Firenze, nei confronti di 83 indagati.

L’operazione disarticola una strutturata organizzazione criminale a carattere transnazionale coinvolta, a diversi livelli, in attività di traffico di sostanze stupefacenti (cocaina, eroina, Mdma, hashish e marijuana), in Italia ed altri Stati dell’Unione Europea, oltre che in Albania.

L’indagine ha riguardato anche la filiera di spaccio al dettaglio delle medesime sostanze nel distretto di Firenze.

Il Procuratore della Repubblica spiega che i 83 indagati, ritenuti responsabili a vario titolo di associazione a delinquere di carattere transnazionale finalizzata al traffico e allo spaccio di sostanze stupefacenti.
In particolare, la misura prevede la custodia cautelare in carcere di 70 indagati, 68 dei quali stranieri; di loro, 28 risiedono nel territorio metropolitano di Firenze, 36 in altre aree del territorio nazionale e 16 in altri Stati dell’Unione Europea e Albania, gli arresti domiciliari a carico di 8 indagati e l’obbligo di presentazione alla p.g. per altri 4 e il sequestro per equivalente della somma di oltre 5 milioni di euro, ritenuta provento dell’attività illecita.

L’attività investigativa che ha permesso l’attività odierna, seppur avviata, promossa e condotta dalla Compagnia Carabinieri di Borgo San Lorenzo  sotto la direzione della Direzione Distrettuale Antimafia di Firenze, è tuttavia anche un efficace esempio di interazione e cooperazione fra istituzioni nazionali e sovrannazionali, grazie a cui sono stati raggiunti i risultati in argomento.
Preziosissima è risultata la collaborazione di Eurojust, oltre quella di Europol, di Interpol e della Procura Speciale Anticorruzione e Criminalità Organizzata di Tirana (Spak).

A livello nazionale, è risultato importante il coordinamento operato dall’Ufficio Criminalità Organizzata del Comando Generale dell’Arma dei Carabinieri e dalla Direzione Centrale per i Servizi Antidroga, oltre che dal Raggruppamento Carabinieri Investigazioni Scientifiche e dall’Ufficio dell’esperto per la sicurezza dell’Ambasciata in Albania.

In fase esecutiva è stato essenziale anche l’ausilio di Europol, dell’Unità Fast , 3^ Divisione Interpol  e Ufficio dell’Esperto per la  Sicurezza in Albania del Servizio per la Cooperazione Internazionale di Polizia – Scip (che ha proceduto alla localizzazione dei catturandi all’estero) e delle polizie estere interessate. In Italia, hanno collaborato i Carabinieri di numerosi Comandi Provinciali (Firenze, Alessandria, Ancona, Bologna, Brescia, Como, Enna, La Spezia, Lecce, Livorno, Lucca, Massa Carrara, Milano, Padova, Perugia, Pesaro-Urbino, Ravenna, Rimini, Roma, Siena e Varese),del 4° Nucleo Elicotteri, delle Squadre di Intervento Operativo e delle unità cinofile.

L’indagine, condotta dal 2019 al 2021, ha consentito di disvelare un vasto traffico di stupefacenti (cocaina, eroina, Mdma, hashish e marijuana) introdotti in Italia dall’Albania (attraverso le coste pugliesi) o dall’Olanda, per poi essere in parte smerciati nella provincia di Firenze, in parte dirottati su altre “piazze” del territorio italiano o in Germania. Sono state individuate quattro diverse strutture criminali che a tal fine cooperavano tra loro, composte da cittadini italiani e albanesi, basate una in Olanda, un’altra in Albania, e le restanti due in Toscana (da cui però si spostavano sull’intero territorio nazionale); ne sono state localizzate le basi operative e logistiche, i depositi per lo stoccaggio (siti a Firenze) e persino l’officina meccanica ove venivano modificati i veicoli destinati al trasporto della droga (a Bologna). Infine, è stato disarticolato un gruppo di “pusher”, che smerciava gli stupefacenti al dettaglio nel Mugello e nell’intero territorio metropolitano fiorentino.
Complessivamente sono state indagate 28 persone per associazione a delinquere di carattere transnazionale finalizzata al traffico di sostanze stupefacenti e altre 68 per trasporto o vendita delle medesime sostanze (13 di loro in stato di libertà, per ipotesi di spaccio di lieve entità).

L’impulso investigativo è nato nel 2019, allorché fu possibile attribuire una partita di 2 chili di marijuana sequestrati in Piazza Muratori a Firenze ad un cittadino albanese di 42 anni. Approfondendo, è divenuto evidente che si trattava di un trafficante di spessore con collegamenti in Olanda, Francia e Spagna e seguendone gli spostamenti ne è stato possibile ricostruire la rete dei sodali.

Durante le attività, sono emersi i collegamenti di questa prima organizzazione nazionale con un’altra, anch’essa stanziata a Firenze, che riceveva grossi quantitativi di hashish e marijuana dall’Albania, trasportati su gommoni a Grotte di Castroe poi da là, su strada, a Firenze, in zona Campo di Marte, da dove venivano smerciati in Italia e in Germania. Due arresti eccellenti di corrieri disvelavano l’ampiezza delle operazioni: in Germania veniva fermato (grazie alla collaborazione con Eurojust) un cittadino italiano con 25 chili di marijuana, a Firenze un altro con 80 chili della medesima sostanza. Infine lo stesso responsabile dell’organizzazione, obbligato dall’arresto dei suoi manovali a effettuare uno spostamento di persona, è stato arrestato in Puglia alla guida di un furgone con 340 chili tra hashish e marijuana, il cui forte odore cercava di celare con deodoranti per auto.

Non si è omesso di trascurare la dimensione locale del fenomeno, disarticolando la rete dei “pusher” fiorentini, cittadini albanesi operanti da Barberino di Mugello e Firenzuola,

Le indagini hanno quindi risalito la filiera e, grazie alla collaborazione internazionale, è stato individuato non solo il canale di approvvigionamento dall’Albania, gestito da una organizzazione locale, ma anche quello operante nei Paesi Bassi, facente capo a un altro sodalizio albanese stanziato ad Amsterdam (Paesi Bassi), con propaggini nell’Italia settentrionale, capace di movimentare centinaia di kg di cocaina verso l’intero Nord Europa. In Italia, i Carabinieri hanno fermato due loro corrieri (un italiano e un albanese) che trasportavano più di 10 chili di cocaina.

Durante queste attività preliminari erano già state complessivamente arrestate in flagranza 24 persone nonché sequestrati circa 15 chili di cocaina, 120 di hashish e 487 di marijuana, 217 piante di cannabis, quasi 2 litri di olio di hashish, 95.000 euro in contanti, due pistole, un fucile, 7 automezzi e un immobile.

Nella prosecuzione delle indagini, sulla sponda albanese, la Polizia di Stato albanese, coordinati dalla Procura per la criminalità organizzata Spak, procedevano all’arresto in flagranza di reato di 11 persone sequestrando complessivamente 14,3 chili di cocaina, 34 di eroina, 30 di hashish, 68 di marijuana, 3.600 euro in contanti e 6 automezzi pesanti-