Non trova un veterinario sull’isola e il cane muore sul traghetto

La protesta degli abitanti per la mancanza di un pronto soccorso
Un malore all’ora di cena, ieri, per Oscar, ma la ragazza, che si trovava all’Elba e ha provato a telefonare a tutti i veterinari dell’isola, non ne ha trovato nessuno era aperto.
Cosi Sara ha preso il suo canone, ha preso il primo traghetto alle 5 di mattina sperando di poter salvare il “angelo custode e miglior amico”
Ma Oscar è morto prima di arrivare, a bordo dell’imbarcazione lasciando un vuoto enorme nella 31enne.
“Questo è un lavoro – il suo messaggio su Facebook – che andrebbe fatto con il cuore, vocazione e vero intento di salvare vite. Per ‘l’orario d’ufficio’ la laurea la si può prendere per altri mestieri”.
“Ti avevo immaginato, cercato, voluto e desiderato. Trovato in piena pandemia Covid e portato a casa con me – ricorda Sara – Mi sono chiesta tante volte se fossi stata io quella a salvarti o fossi stato tu a trovare e salvare me. Il mio angelo custode, il mio migliore amico, aveva 4 zampe, una coda e un cuore enorme.
Ciao amore mio grande, ti ho amato così tanto. Impossibile pensarmi senza te, bianco del mio cuore”
“Questa mattina, sulla nave delle 5, è morto Oscar, il cane di Sara. Si è sentito male ieri sera dopo le 20 e nonostante il tentativo di trovare un veterinario che rispondesse, attraverso varie telefonate, nessuno ha risposto. Questo, per noi che viviamo sull’isola con i nostri animali, é un incubo ricorrente – commenta sui social Animal Project Isola d’Elba – Non vogliamo stigmatizzare i veterinari elbani. Lo abbiamo detto più volte, sono liberi professionisti e come tali hanno diritto a spengere il telefono quando chiudono i loro ambulatori.Vogliamo invece ricordare che esiste una Gestione associata dei Comuni elbani per la realizzazione del canile, gattile e Pronto soccorso veterinario H24. Esiste un preciso accordo, stipulato nel 2018 e in scadenza nell’anno corrente, tra i nostri Sindaci, coloro che dovrebbero tutelare i nostri diritti, che prevedeva oltre alla realizzazione del canile anche l’attivazione del servizio di pronto soccorso. Ecco, sono queste persone che oggi dovrebbero spiegare a Sara perché Oscar non c’è più. A Sara e a molti altri che hanno perso i propri animali senza trovare un veterinario disponibile.
Ognuno risponde per la propria coscienza, ma gli amministratori rispondono perché inadempienti rispetto a norme e impegni specifici assunti. E secondo noi, oggi, questa morte dovrebbe pesare anche sulla coscienza di chi ha molto lavorato per sabotare il progetto del canile”.