Udienza preliminare per l’automobilista che in un sorpasso ha ucciso un 31enne





La vittima viaggiava in moto sulla provinciale 64 a Castel del Piano
E’ stato chiesto il processo per l’automobilista che con un sorpasso, sulla provinciale 64 a Castel del Piano, il 6 giugno dello scorso anno, ha provocato la morte di Leonardo Lorenzoni, 31enne.
L’imputato dovrà comparire in aula al tribunale di Grosseto il prossimo 22 giugno, dinanzi al gup, che ha fissato l’udienza preliminare.
I familiari della vittima si sono affidati allo Studio3A.
Il pm della procura grossetana, Giampaolo Melchionna, titolare del fascicolo di inchiesta, a conclusione delle indagini preliminari, ha chiesto il rinvio a giudizio per il conducente del Suv che nel superare a elevata velocità un veicolo che lo precedeva, ha totalmente invaso la corsia opposta dove sopraggiungeva la moto della vittima, centrandola in pieno.
L’incidente è stato ricostruito dall’ingegnere Andrea Guidetti, il consulente tecnico d’ufficio, al quale il pubblico ministero ha affidato una perizia cinematica per stabilirne dinamica, cause e responsabilità: alle operazioni peritali ha partecipato e dato il suo contributo anche l’ingegnere Gianluca Penta quale consulente tecnico di parte messo a disposizione da Studio3A, società specializzata a livello nazionale nel risarcimento danni e tutela dei diritti dei cittadini cui si sono affidati i congiunti di Lorenzoni, attraverso il consulente Massimiliano Bartolacci.
L’automobilista percorreva la provinciale 64 in direzione Castel del Piano–Grosseto su una Jeep Compass. Pur avendo dinanzi una curva a sinistra, una delle tante di quella tortuosa strada, con sopra un terrapieno con vegetazione che riduceva ulteriormente la visibilità, l’automobilista aveva completamente invaso l’opposta corsia di marcia avendo intrapreso già da prima una manovra di sorpasso per superare alcuni mezzi che lo precedevano, violando quindi svariate norme del codice della strada
I genitori Alberto e Marinella, che hanno perso il loro unico figlio, la compagna Alice e il nonno materno Enio, attraverso Studio3A, sono già stati integralmente risarciti dalla compagnia di assicurazione del veicolo, ma adesso si aspettano una risposta anche in sede penale.