Morti sul lavoro, la Toscana entra in zona arancione: 34 le vittime nel 2022

30 agosto 2022 | 17:45
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Morti sul lavoro, la Toscana entra in zona arancione: 34 le vittime nel 2022

I dati ufficiali dell’Inail alla base di uno studio effettuato dall’osservatorio sicurezza Vega

Morti sul lavoro, la Toscana passa da zona bianca a zona arancione: i dati ufficiali dell’Inail alla base di uno studio effettuato dall’osservatorio sicurezza Vega dipingono un quadro sempre più impietoso.

L’osservatorio infatti non ha dubbi in proposito: “le statistiche ufficiali rilevano un decremento complessivo del 16%, ma la flessione è ancora ‘drogata’ dalle moltissime morti per covid dello scorso anno che avevano amplificato il numero dei decessi. Ora la realtà del 2022 dice che i decessi “non covid” sono passati dai 171 di giugno 2021 ai 452 di giugno 2022: questi sono i dati dell’insicurezza sul lavoro in Italia oltre la pandemia”.

A crescere sempre drammaticamente sono anche le denunce di infortunio:+41,1% rispetto al 2021. Sanità, attività manifatturiere e trasporti si confermano come i settori più colpiti. A guidare la classifica del maggior numero di vittime in occasione di lavoro è ancora la regione con la più alta popolazione lavorativa d’Italia, cioè la Lombardia (60). Seguono: Veneto ed Emilia Romagna (39), Lazio (35), Toscana (34), Campania (32), Piemonte (31), Sicilia (27), Puglia (26), Trentino Alto Adige (19), Calabria e Marche (14), Sardegna (10), Umbria (9), Abruzzo (7), Liguria (5), Valle D’Aosta (4), Molise (3), Basilicata e Friuli Venezia Giulia (2).

A Lucca sono due le persone decedute sul posto di lavoro nei primi sei mesi dell’anno, identica situazione a Pisa, 2 morti da gennaio e giugno scorso. Ma il dato come sempre più significativo nell’indagine dell’Osservatorio mestrino è il rischio reale di morte dei lavoratori, regione per regione e provincia per provincia. L’Osservatorio sicurezza sul Lavoro Vega Engineering di Mestre, analizza da sempre infatti l’indice di incidenza della mortalità, cioè il rapporto degli infortuni mortali rispetto alla popolazione lavorativa regionale e provinciale, la cui media in Italia nei primi sette mesi dell’anno è di 18,3 decessi ogni milione di occupati. Questo indice consente di confrontare il fenomeno infortunistico anche tra regioni con un numero di lavoratori diverso.

Sulla base dell’incidenza degli infortuni mortali, l’Osservatorio mestrino elabora mensilmente la zonizzazione del rischio di morte per i lavoratori del nostro Paese che viene così descritto – alla stregua della pandemia – dividendo l’Italia a colori.  A finire in zona rossa alla fine dei primi sette mesi del 2022, con un’incidenza superiore al 125% rispetto alla media nazionale (Im=Indice incidenza medio, pari a 18,3 ogni milione di lavoratori) sono: Valle D’Aosta, Trentino Alto Adige, Molise Calabria e Umbria. In zona arancione: Marche, Toscana, Puglia, Sicilia, Campania, Emilia Romagna e Veneto. In zona gialla: Sardegna, Piemonte, Lazio, Abruzzo e Lombardia.  In zona bianca: Basilicata, Liguria e Friuli Venezia Giulia. A Lucca l’incidenza è del 13,1 mentre a Pisa è dell’11,1. A Grosseto, Prato, Siena e Firenze gli indici peggiori in Toscana, dal 42 della prima al 37 del capoluogo regionale. Dati che seguono il numero totale di abitanti e di lavoratori, perché come casi di morti numericamente la città dove hanno perso la vita più lavoratori è Firenze con dieci casi da inizio anno a fine giugno scorso.

La fascia d’età più colpita dagli infortuni mortali sul lavoro è sempre quella tra i 55 e i 64 anni (145 su un totale di 412). Ma l’indice di incidenza più alto di mortalità rispetto agli occupati viene rilevato ancora tra i lavoratori più anziani, gli ultrasessantacinquenni, che registrano 55,3 infortuni mortali ogni milione di occupati. L’incidenza di mortalità minima rimane, invece, ancora nella fascia di età tra 25 e 34 anni, (pari a 10,5), mentre nella fascia dei più giovani, ossia tra 15 e 24 anni, l’incidenza risale a 12,8 infortuni mortali ogni milione di occupati. Questi dati confermano che la maggior frequenza di infortuni mortali si riscontra tra i lavoratori più vecchi e che i giovanissimi, cioè i lavoratori sotto i 25 anni, rischiano di morire sul lavoro più dei lavoratori più “maturi”.

Le donne che hanno perso la vita in occasione di lavoro da gennaio a luglio del 2022 sono 33 su 412. In 29, invece, hanno perso la vita in itinere, cioè nel percorso casa-lavoro. Gli stranieri deceduti in occasione di lavoro sono 71. Il martedì si conferma anche nei primi sette mesi 2022 come il giorno della settimana in cui si è verificato il maggior numero di infortuni mortali. Le denunce di infortunio totali sono in aumento (+ 41,1% rispetto luglio 2021). A fine luglio 2021 erano infatti 312.762 mentre a fine luglio del 2022 sono 441.451. Più di 60 mila poi sono gli infortuni occorsi in occasione di lavoro nel settore Sanità e Assistenza Sociale. Oltre 44 mila quelli nelle Attività manifatturiere e superano i 39 mila nei Trasporti. Le denunce di infortunio delle lavoratrici italiane nei primi sette mesi del 2022 sono state 188.509, quelle dei colleghi uomini 252.942.